Raccontare le mostre
Raccontare le mostre è il seminario di apertura del secondo ciclo di Aperto, il programma gratuito di alta formazione per le professionalità dell’arte contemporanea, promosso e finanziato da Fondazione Arte CRT. Il seminario è ideato e organizzato dal CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli e affidato alla curatela di Antonella Soldaini, storica dell’arte, curatrice e autrice, consulente curatoriale e responsabile della ricerca dello Studio Celant. Secondo il progetto sviluppato da Marcella Beccaria, Responsabile del CRRI “Raccontare le mostre intende contribuire alla formazione di una nuova generazione di ricercatrici e ricercatori nel campo della storia delle mostre e delle pratiche curatoriali, attraverso l’analisi di testi e interventi di professionistə del settore. Utilizzando come caso studio la storia espositiva del Castello di Rivoli, che, fondato nel 1984, è stato il primo museo in Italia esclusivamente dedicato all’arte contemporanea, il Museo sarà il contesto di riferimento delle attività del seminario e sarà messo in relazione con altri casi.”
Lə docenti saranno professoresse e professori universitari, curatrici e curatori, ricercatrici e ricercatori che operano nell’ambito dell’arte contemporanea. I temi indagati negli interventi proposti includono: storia della curatela, storia delle mostre e delle arti performative, museologia, archivi, Arte povera, gender studies, post umanesimo.
Cristina Baldacci è professoressa associata di Storia dell’arte contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nello stesso ateneo, è affiliata al THE NEW INSTITUTE Centre for Environmental Humanities (NICHE), dove coordina il gruppo di ricerca “Ecological Art Practices” e la serie di incontri “Art Ecologies”. I suoi interessi di ricerca riguardano, in particolare, l’archiviare e il collezionare come pratiche artistiche, la relazione tra arte ed ecologia, l’appropriazione, il montaggio e il reenactment delle immagini nell’arte contemporanea, argomenti su cui ha ampiamente pubblicato. Si vedano, tra gli altri, la monografia Archivi impossibili: un’ossessione dell’arte contemporanea (Johan & Levi, 2016) e i volumi Over and Over and Over Again: Reenactment Strategies in Contemporary Arts and
Theory (ICI Berlin Press, 2022), Venezia e l’Antropocene: una guida ecocritica (Wetlands, 2022), Venice, an Archipelago of
Art and Ecologies (Transcript, 2025).
Storica dell’arte, curatrice e autrice, Marcella Beccaria è Vice Direttrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Responsabile del CRRI – Centro di Ricerca. Dal 2012 detiene la carica di Capo Curatrice e Curatrice delle Collezioni del Museo. È Vice Presidente di AMACI, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, e docente presso NABA, Milano, e Uni- versità degli Studi di Torino. Laureata in Storia della critica d’arte presso l’Università di Torino, ha conseguito la specializzazione in Storia dell’arte e studi museali presso la Graduate School of Arts and Science, Boston University. Ha iniziato il percorso di curatrice negli Stati Uniti, al Museum of Fine Arts e a The Institute of Contemporary Art, Boston. Al Castello di Rivoli ha contribuito a sviluppare la collezione, curato numerose mostre e relativi cataloghi dal 1998 al presente, tra cui le recenti monografiche Gilberto Zorio (2017), Nalini Malani (2018), Yuri Ancarani (2019), Uli Sigg (2020), Giulio Paolini (2020), Olafur Eliasson (2022), Gabriel Orozco (2024). Mostre co-curate includono Colori (2017), ESPRESSIONI (2022) e Giovanni Anselmo (2016), Wael Shawky (2016), Anri Sala (2019), Anne Imhof (2021), Otobong Nkanga (2021), Bracha L. Ettinger (2021), Michelangelo Pistoletto (2023), Ouverture 2024 (2024), Gabriel Orozco (2024), Rebecca Horn (2025). Beccaria ha curato mostre presso istituzioni nazionali e internazionali, tra cui The ICA, Londra; Fundació Joan Miró, Barcellona; Museum of Art, Santa Barbara; OGR, Torino; Gallerie d’Italia, Milano; The Centre for the Less Good Idea, Johannesburg. Beccaria ha curato più libri sulle collezioni del Castello incluso Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. La Storia e le Collezioni (Castello di Rivoli, Allemandi, 2023). In qualità di autrice, ha collaborato con riviste e istituzioni museali internazionali ed è autrice della monografia Olafur Eliasson (Tate, 2013). Come Responsabile del CRRI, Beccaria ha contribuito all’ideazione e curatela di progetti espositivi e formativi e alla pubblicazione di libri e cataloghi, tra cui Paolo Pellion di Persano. La semplice storia di un fotografo (Castello di Rivoli, Silvana, 2024).
Laureata in storia dell’arte all’Università di Bologna si è specializzata in critica d’arte contemporanea all’Università di Parma. Ha iniziato la sua attività di ricerca nel 1978, nella Soprintendenza per i Beni storico-artistici del Trentino. Nel 1982 le viene conferito l’incarico di progettare a Trento il primo nucleo del nuovo museo d’arte moderna e contemporanea della Provincia Autonoma di Trento e, nel 1989, ne diventa direttrice. Dal 1989 al 2011 ha progettato, realizzato e guidato il progetto scientifico del museo, curando e supervisionando numerose mostre e cataloghi, nonché lo sviluppo degli archivi del museo. Nel dicembre 2002, sotto la sua direzione, si inaugura la nuova sede del Mart a Rovereto, e nel 2009, con un progetto museografico a sua cura, riapre la sede restaurata della Casa d’Arte Futurista Depero. Dal 2011 al 2022 ha ricoperto la carica di direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia, costituita da undici musei tra cui Palazzo Ducale, Museo Correr, Ca’ Rezzonico, Palazzo Fortuny, Ca’ Pesaro, Palazzo Mocenigo, Torre dell’Orologio, Museo di Storia Naturale, Museo del Vetro. Nel 2013 firma il nuovo progetto di allestimento della collezione permanente di Ca’ Pesaro. Sotto la sua direzione vengono riaperti al pubblico completamente restaurati Palazzo Mocenigo, il Museo del Vetro a Murano, le Stanze dedicate a Antonio Canova nel Museo Correr, l’Armeria di Palazzo Ducale, il Museo di Palazzo Fortuny, le Sale di Palazzo Reale nel Museo Correr.
Dai primi anni novanta a oggi, ha progettato e curato più di cento mostre d’arte dedicate a temi e protagonisti del XIX e XX secolo. Ha tenuto il corso di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Lettere e Filosofia di Trento (2002-2004) e ha insegnato Storia dell’arte del XX secolo all’Accademia di Architettura di Mendrisio (2011-2012). Dal 2002 al 2011 è stata Presidente dell’Associazione Nazionale dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI). Nel 2011 riceve dal Ministro della Cultura francese l’onorificenza di Cavaliere delle Arti e delle Lettere e le viene assegnato il premio di miglior museografo dell’anno da ICOM-Italia. Ha fatto parte del Comitato Scientifico delle Scuderie del Quirinale (2016-2019) e attualmente è consulente per l’attività culturale di Villa e Collezione Panza, Varese.
Silvia Maria Sara Cammarata ha conseguito il Dottorato all’Università Roma Tre e sta svolgendo un Assegno di ricerca presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. Ha fatto parte del progetto di ricerca internazionale “Histoire des expositions au XXème siècle” del Centre Pompidou- Bibliothèque Kandinsky e Labex H2H Paris8, ha collaborato con istituzioni come La Bourse de Commerce – Collection Pinault, Parigi; Pinacoteca Agnelli, Torino; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Attualmente collabora con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Biella.
Nei suoi studi si occupa del rapporto tra pratiche espositive, dibattiti critici e arte contemporanea nella seconda metà del XX secolo e sta per pubblicare il volume Arte Povera e identità italiana. Le mostre di Germano Celant 1981-1994 (Postmedia Books, 2025).
Lara Conte insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università Roma Tre. Le sue ricerche sono incentrate sullo studio dell’arte e della critica del secondo Novecento, con particolare attenzione alle pratiche processuali e all’Arte Povera, alla performance Art e ai rapporti tra pratica artistica, critica e femminismo. Tra le sue pubblicazioni: Materia, corpo, azione. Ricerche artistiche processuali tra Europa e Stati Uniti. 1966-1970 (Electa, 2010); Carla Lonzi: la duplice radicalità. Dalla critica militante al femminismo di Rivolta, con V. Fiorino e V. Martini (ETS, P2011); Carla Lonzi. Scritti sull’arte, con L. Iamurri e V. Martini (et. al, 2012); Paolo Icaro. Faredisfarerifarevedere (Mousse Publishing, 2016); Artiste italiane e immagini in movimento. Identità, sguardi, spe- rimentazioni, con F. Gallo (Mimesis, 2021); Sculpture in Action. Eliseo Mattiacci in Rome (Ridinghouse, 2022).
Ha co-curato il progetto espositivo Io dico io – I say I per La Galleria Nazionale di Roma, nell’ambito del programma “Women Up”. Con Francesca Gallo ha curato la mostra Territori della Performance. Percorsi e pratiche in Italia 1967-1982 (MAXXI, Roma, 2022-2023) e il libro Costellazioni della Performance Art in Italia. 1965-1982 (Silvana, 2024).
Ha collaborato al progetto Arte Povera Domani. Archivio di memoria orale per la storia e la conservazione promosso dal Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”, Torino, con il CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli. Coordina l’unità di Roma Tre del progetto PRIN 2022 PNRR Art Sound Environment: Towards a New Ecology of Landscape.
Francesco Guzzetti insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università di Firenze. Ha studiato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha conseguito il titolo di Dottorato, ed è stato borsista di ricerca in varie istituzioni internazionali quali CUNY Graduate Center, New York; Center for Italian Modern Art, New York; Bibliothèque Kandinsky, Centre Georges Pompidou, Parigi; Harvard University; The Magazzino Italian Art Foundation, Cold Spring, New York; The Morgan Library & Museum, New York. È membro dei comitati scientifici dell’Archivio Opere Ennio Morlotti e del Museo Medardo Rosso. Ha curato mostre e pubblicato contributi in Italia e all’estero su vari temi dell’arte tra XIX e XX secolo, tra cui si segnalano le monografie Ennio Morlotti e l’arte a Milano 1937- 1953 (Scalpendi, 2020) e Emilio Tadini. La realtà dell’immagine 1967-1972 (Mousse Publishing, Fondazione Marconi, 2021). Sta attualmente ultimando un volume sui rapporti tra Arte Povera e Arte Concettuale nei primi anni Settanta. Tra i progetti espositivi, ha curato la mostra Facing America: Mario Schifano 1960-1965, Center for Italian Modern Art, New York, 2021 ed è stato coordinatore scientifico della mostra Giuseppe Penone. Impronte di luce (Fondazione Ferrero, Alba, 2024-2025).
Dopo la laurea in architettura al Politecnico di Milano, ha iniziato a collaborare con la Fondazione Prada nel 2000, dove attualmente ricopre il ruolo di Responsabile del Public program e delle pubblicazioni. Nei primi anni della Fondazione ha contribuito a realizzare numerose pubblicazioni e mostre, tra cui Laurie Anderson, Mariko Mori, Sam Taylor-Wood, Marc Quinn, Enrico Castellani, Tom Friedman, Barry McGee, Giulio Paolini, Tom Sachs, Tobias Rehberger e John Baldessari a Milano, e Francesco Vezzoli, Thomas Demand e John Wesley a Venezia. Dal 2011 ha collaborato con Germano Celant come curatore associato alle mostre The Small Utopia: Ars Multiplicata, When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venezia 2013, Art or Sound, Post Zang Tumb Tuuum. Arte Vita Politica: Italia 1918-1943, Domenico Gnoli.
Dal 2015 ha sviluppato come curatore associato o ha co-curato per le sedi di Fondazione Prada a Milano i progetti To the Son of Man Who Hate the Scroll, L’image volée, TV 70, Sanguine, The Black Image Corporation, Spitzmaus Mummy in a Coffin and Other Threasures, Who the Bær, Useless Bodies?, Cere Anatomiche, Calculating Empires e For My Best Family, ideati rispettivamente dagli artisti Goshka Macuga, Thomas Demand, Francesco Vezzoli, Theaster Gates, Luc Tuymans, Wes Anderson e Juman Malouf, Simon Fujiwara, Elmgreen&Dragset, David Cronenberg, Kate Crawford con Vladan Joler, e Meriem Bennani. Nel 2019 ha curato la mostra Whether Line degli artisti Lizzie Fitch e Ryan Trecartin. Nel 2023 ha co-curato con Nicholas Cullinan e Niccolò Gravina la mostra Paraventi e nel 2024 Pino Pascali con Marc Godfrey. A Venezia è stato curatore associato delle mostre The Boat is Leaking. The Captain Lied, di Udo Kittelmann, Machines à penser, di Dieter Roelstraete, Stop Painting, di Peter Fischli, Human Brains. It Begins with an Idea, di Udo Kittelmann in colla- borazione con Taryn Simon, e Everybody Talks About the Weather. Nel 2024 è stato co-curatore della mostra Monte di pietà dell’artista Christoph Büchel. A Prada Rong Zhai ha co- curato le mostre Rubber Pencil Devil di Alex Da Corte nel 2020, China Cabinet di Theaster Gates e A Moon Wrapped in Brown Paper di Nathalie Djurberg e Hans Berg nel 2021, Lake Tai di Michael Wang nel 2022, Paraventi nel 2023, e The Promise di Michaël Borremans nel 2024. A Prada Aoyama Tokyo ha co- curato le mostre Who the Bær di Simon Fujiwara e Paraventi di Keiichi Tanaami.
Francesco Manacorda è Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Direttore Artistico della Fondazione Francesco Federico Cerruti. È stato Direttore artistico della V-A-C Foundation, Mosca e Venezia (2017-2022); Direttore artistico della Tate Liverpool (2012-2017); direttore di Artissima, Torino (2010-2012) e curatore presso la Barbican Art Gallery, Londra (2007-2009). Dal 2006 al 2011 è stato docente presso il dipartimento di Curating Contemporary Art del Royal College of Art, Londra. Ha co-curato nel 2016 la Biennale di Liverpool e nel 2018 l’undicesima edizione della Biennale di Taipei.
Laureata presso l’Università degli Studi di Torino, è stata continuativamente nell’amministrazione dei Beni culturali dal 1984 al 2022. È stata responsabile del settore contemporaneo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna dal 1995 fino al 2003, quando ha assunto la direzione della DARC (Direzione generale architettura e arte contemporanee). Dal 2005 al 2015 è stata direttrice del MAXXI arte. Dal 1998, nel corso dei vari incarichi, ha seguito tutte le fasi di sviluppo del museo, dando avvio alla costituzione delle collezioni, della biblioteca, del Centro di documentazione e delle edizioni del Premio della giovane arte italiana e di quello per la Storia e la critica d’arte italiana contemporanea. È stata Commissario aggiunto del Padiglione italiano alla 529 Biennale di Venezia (2007). Dal 2016 al 2023 ha avuto la delega presso le Scuderie del Quirinale di Roma per i progetti culturali speciali, di ricerca e di educazione. Ancora per il Ministero della Cultura dal 2009 ha fatto parte, tra le altre, della Commissione giudicatrice per l’utilizzo di risorse afferenti a progetti e attività di promozione, valorizzazione e ricerca in materia di arte contemporanea e oggi è membro della Commissione di valutazione dei progetti Italian Council 2025-2027 e del progetto “Bel Paese” in partnership con il Comitato delle Fondazioni di arte contemporanea. Ha curato oltre quaranta mostre, saggi e interventi a carattere storico artistico e istituzionale. Tra le mostre curate e co-curate si ricordano: Alighiero e Boetti. L’opera ultima (Galleria Nazio- nale d’Arte Moderna, Roma, 1997); Picasso. Gli anni dell’apogeo in Italia 1937/1953 (Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 1998-99); Paesaggi. Nuova arte in Gran Bretagna (Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 2000); Jannis Kounellis. Atto unico (Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 2002); Anish Kapoor. La montagna incantata (Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 2003); Stefano Arienti (MAXXI, Roma, 2004), Lo sguardo italiano. Fotografie italiane di moda dal 1951 ad oggi (Fondazione Pitti Immagine, Milano, 2005); Ugo Mulas: la scena dell’arte (MAXXI, Roma, PAC, Milano, GAM, Torino, 2007- 2008); Galleria Vezzoli (MAXXI, Roma, 2013); Ettore Spalletti. Un giorno così bianco così bianco (MAXXI, Roma, 2014).
Dopo la laurea in Italia prosegue nel 1981 il percorso di studi presso C.U.N.Y University a New York. Nel 1988 comincia la sua attività curatoriale lavorando presso il Wexner Center for Visual Arts a Columbus, Ohio. Rientra in Italia nel 1991 dove prima diventa curatrice e poi riveste il ruolo di direttrice reggente presso il Centro di arte contemporanea Luigi Pecci, Prato (1992- 1995). Nel 1997 collabora con Germano Celant in qualità di assistente e addetta ai rapporti con gli artisti alla XLVII Biennale di Venezia. Dal 1998 al 2009 è Curatrice e Editrice associata presso la Fondazione Prada, Milano. Ha curato o co-curato più di cinquanta mostre in Italia e all’estero, tra cui le personali di Pino Pascali (Ivam, Valencia, 1992), Jan Fabre (Centro di arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, 1994-1995), Angelo Savelli (Centro di arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, 1995), Marco Bagnoli (Centro di arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, 1995), Alberto Garutti (Peccioli, 1997), Alighiero Boetti (Whitechapel Gallery, Londra, 1999 e XLIX Biennale di Venezia, Venezia, 2001), Erwin Wurm (Museum of Contemporary Art, Sydney, 2005-2006), Mimmo Rotella (Casa Rusca, Locarno, 2016), David Tremlett (Peccioli, 2018), Alicja Kwade (Peccioli, 2019), Patrick Tuttofuoco (Peccioli, 2020), Daniel Buren (Peccioli, 2021), Tadashi Kawamata (BUILDING, Milano, 2022), Mario Nigro (Palazzo Reale, Milano, 2023), Giulio Paolini (Accademia Nazionale di San Luca, Roma, 2023). Con Germano Celant ha organizzato e in alcuni casi co-curato nel 2011-2012 una serie di mostre dedicate all’Arte Povera che si sono tenute in diverse istituzioni museali italiane. Dal 2012 al 2022 è stata Direttrice del Mimmo Rotella Institute, Milano. Negli anni ha collaborato con diversi archivi per la stesura di cataloghi ragionati di artisti come Fausto Melotti, Mimmo Rotella e Bice Lazzari (in preparazione). È stata editor di monografie e ha scritto saggi per artisti come Rodolfo Aricò, Marco Bagnoli, Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Alan Charlton, Jan Fabre, Alberto Garutti, Tadashi Kawamata, Pino Pascali, Mimmo Rotella, Remo Salvadori, Marco Tirelli, David Tremlett ed Erwin Wurm. Dal 2020 è Consulente curatoriale e Responsabile della ricerca dello Studio Celant.
Franca Varallo insegna Metodologia della storia dell’arte e museologia presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università. Nel 2009 è stata Professeur invité presso l’Université de Paris8, ed è membro dell’Instituto Universitario “La Corte en Europa” (IULCE) dell’Universidad Autonoma de Madrid. Dirige insieme a Blythe Alice Raviola la collana “Studi Sabaudi – Studi Storici Carocci” della casa editrice Carocci, Roma. I suoi ambiti di ricerca sono la metodologia e la storia della critica d’arte nei secoli XIX-XX, con particolare riguardo alla figura di Lionello Venturi, la museologia e la storia dei musei, gli apparati effimeri e le cerimonie di corte tra XVI e XVIII secolo. Tra le pubblicazioni recenti: La Grande Galleria. Spazio del sapere e rappresentazione del mondo nell’età di Carlo Emanuele I, a cura di F. Varallo, M. Vivarelli (Carocci, 2019); MUSEOGRAPHIE. Musei in Europa negli anni tra le due guerre. La conferenza di Madrid del 1934: un dibattito internazionale, a cura di E. Dellapiana, M. B. Failla, F. Varallo (SAGEP, 2020); Nello specchio della scrittura. Autobiografia e storia dell’arte tra Otto e Novecento, a cura di F. Varallo, J. Cooke, L. Roussillon-Constanty (Carocci, 2023); Editoria e storici dell’arte nell’Italia del secondo dopoguerra, a cura di P. Soddu, F. Varallo (Viella, 2023); Esibire la morte. Cerimonie e apparati funebri alla corte dei Savoia (secoli XVI-XVIII) (Carocci, 2024).
Giorgio Verzotti è critico d’arte e curatore indipendente. È stato curatore presso il Castello di Rivoli e il MART di Rovereto e direttore di Artefiera a Bologna. Ha curato o co-curato mostre di artisti come Carla Accardi, Vincenzo Agnetti, Carol Rama, Maurizio Cattelan, Enzo Cucchi, Marlene Dumas, Wim Delvoye, Chiara Dynys, Douglas Gordon, Runa Islam, Mimo Jodice, Bertrand Lavier, Sergio Limonta, Hidetoshi Nagasawa, Shirin Neshat, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Sean Shanahan, Haim Steinbach, Armando Testa, Wolfgang Tillmans, Niele Toroni, Grazia Varisco, Luca Vitone e molte mostre collettive. Ha scritto libri su Umberto Boccioni, Claudio Guarino, Imi Knoebel, Mario Merz, Gabriele Picco, Terry Atkinson e saggi su Alighiero Boetti, Giuseppe Chiari, Philippe Decrauzat, Jan Fabre, Lucio Fontana, Keith Haring, Hans Hartung, Allan Kaprow, Marisa Merz, Pino Pascali, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Thomas Ruff, Salvo, Marco Tirelli, Jean-Luc Vilmouth, Silvio Wolf. Fa parte del comitato scientifico degli Archivi Vincenzo Agnetti, Franco Angeli e Alighiero Boetti. Dal 1990 collabora alla rivista Artforum.