Seminario

Practice-based research

26 - 29 giugno 2024
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Practice-based research è il primo seminario intensivo e gratuito promosso dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT nel contesto di Aperto. Il seminario intende approfondire la relazione tra ricerca e pratica nel contesto artistico e curatoriale e nella cornice degli studi accademici o indipendenti. Attraverso la categoria “practice-based research” il seminario propone di riflettere sulla diffusione nell’arte contemporanea di pratiche situate nell’ambito della ricerca accademica e, d’altra parte, sulla diffusione negli studi universitari di modalità critiche verso una conoscenza teorica staccata dalla pratica. Il seminario approfondirà differenti metodologie e approcci interdisciplinari sviluppati da artistǝ e ricercatorǝ italianǝ e internazionali che portano avanti un lavoro di ricerca ibrido, stratificato, e di carattere socio-politico. A partire da pratiche che si confrontano con l’archivio, il patrimonio cittadino e lo spazio pubblico, il seminario si concentra sull’uso di fonti documentarie e storiografiche, attraverso approcci forensi, decoloniali e di posizionamento. Il tema centrale riguarda la storia e il suo impiego, individuale, collettivo e politico, nella produzione della memoria, dell’identità nazionale e delle pratiche di resistenza. In generale, il seminario proporrà attività pratiche e una riflessione sull’accesso e la produzione di sapere, per sviluppare approcci creativi ed etici. L’ambito di indagine è esplorato alternando prospettive internazionali a figure il cui lavoro è radicato nel contesto italiano attraverso, in specifico, esperienze di lungo corso sulla città di Torino. Il seminario avrà luogo dal 26 al 29 giugno e si articolerà in moduli tematici sviluppati in collaborazione con quattro istituzioni torinesi. Due giornate saranno ospitate alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dove artisǝ proporranno lectures e workshop sui temi del seminario. Una giornata sarà dedicata alla relazione con l’archivio, con un focus sull’archivio coloniale italiano, presso il Polo del ‘900 e Istoreto – Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea Giorgio Agosti. L’ultima giornata è realizzata in collaborazione con il Dipartimento Culture, Politica, Società, Università di Torino presso l’università e il Parco del Valentino, il modulo sarà dedicato al confronto con il patrimonio cittadino e le tracce (in)visibili del passato nello spazio pubblico.

Bernardo Follini
Bernardo Follini è un curatore d’arte contemporanea, vive e lavora a Torino. È curatore alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e tutor di CAMPO – Corso di Studi e Pratiche Curatoriali. Tra i suoi progetti recenti ha curato negli spazi della Fondazione le mostre personali di Diana Anselmo (2024), Peng Zuqiang (2023), Jonas Staal e Daniela Ortiz (2022). Ha co-curato con Irene Calderoni il ciclo di mostre collettive di Verso (2021-22), progetto in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte dedicato alla partecipazione sociale e politica delle nuove generazioni. Nel contesto di Verso, è stato inoltre responsabile dei gruppi di ricerca. Nel corso degli anni si è occupato di una serie di mostre della Fondazione dedicate alla...

Bernardo Follini è un curatore d’arte contemporanea, vive e lavora a Torino. È curatore alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e tutor di CAMPO – Corso di Studi e Pratiche Curatoriali. Tra i suoi progetti recenti ha curato negli spazi della Fondazione le mostre personali di Diana Anselmo (2024), Peng Zuqiang (2023), Jonas Staal e Daniela Ortiz (2022). Ha co-curato con Irene Calderoni il ciclo di mostre collettive di Verso (2021-22), progetto in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte dedicato alla partecipazione sociale e politica delle nuove generazioni. Nel contesto di Verso, è stato inoltre responsabile dei gruppi di ricerca. Nel corso degli anni si è occupato di una serie di mostre della Fondazione dedicate alla relazione tra il passato, il patrimonio e la cultura materiale e immateriale, quali “Anche le statue muoiono” (2018), “Everything Passes Except the Past” (2020), “Memory Matters” (2021). È tra lǝ fondatorǝ a Milano de Il Colorificio (2016-2022), spazio no-profit e collettivo curatoriale. È tra lǝ ideatorǝ di Aperto.

Alessandra Ferrini
Alessandra Ferrini è un’artista e ricercatrice di base a Londra. Sperimentando con l’ibridazione del film documentario, la sua ricerca si interroga sulle eredità del colonialismo e del fascismo italiano. Il suo lavoro spazia tra le immagini in movimento, l’installazione, la lecture-performance e i formati dialogici, così come tra la scrittura, l’editoria e la formazione. È vincitrice del Premio Maxxi Bvlgari 2022 e del Experimenta Pitch Award 2017 al London Film Festival. Nel 2024 partecipa alla 60ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, a cura di Adriano Pedrosa. Ferrini ha esposto e preso parte a conferenze a livello internazionale. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso la University of the Arts di Londra ed è Research Fellow presso la British...

Alessandra Ferrini è un’artista e ricercatrice di base a Londra. Sperimentando con l’ibridazione del film documentario, la sua ricerca si interroga sulle eredità del colonialismo e del fascismo italiano. Il suo lavoro spazia tra le immagini in movimento, l’installazione, la lecture-performance e i formati dialogici, così come tra la scrittura, l’editoria e la formazione. È vincitrice del Premio Maxxi Bvlgari 2022 e del Experimenta Pitch Award 2017 al London Film Festival. Nel 2024 partecipa alla 60ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, a cura di Adriano Pedrosa. Ferrini ha esposto e preso parte a conferenze a livello internazionale. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso la University of the Arts di Londra ed è Research Fellow presso la British School at Rome. I suoi scritti sono stati pubblicati a livello internazionale (Journal of Visual Culture e Harun Farocki Institut) e sono presenti in Everything Passes Except the Past – Decolonizing Ethnographic Museums, Film Archives and Public Space a cura di Jana Haeckel per Sternberg Press (2021).

Belinda Kazeem-Kamiński
Belinda Kazeem-Kamiński è una scrittrice, artista e ricercatrice artistica poliedrica le cui creazioni spaziano tra diversi media, tra cui il testo, la video installazione, la fotografia e la performance. Radicato nella teoria e nella pratica femminista nera, il suo lavoro è caratterizzato da un approccio di ricerca intensiva e orientato al processo che esplora le complessità della vita all’interno della diaspora africana (“Black life”), con particolare attenzione al contesto di lingua tedesca. La pratica di Kazeem-Kamiński trascende i confini intrecciando vari spazi e temporalità, sfidando la dicotomia tra documentario e speculazione. Sternberg Press ha pubblicato la sua prima monografia, “H(a)untings / Heim-Suchungen” nel 2023. Le opere di Kazeem-Kamiński sono state esposte in numerose mostre internazionali, tra cui importanti sedi come...

Belinda Kazeem-Kamiński è una scrittrice, artista e ricercatrice artistica poliedrica le cui creazioni spaziano tra diversi media, tra cui il testo, la video installazione, la fotografia e la performance. Radicato nella teoria e nella pratica femminista nera, il suo lavoro è caratterizzato da un approccio di ricerca intensiva e orientato al processo che esplora le complessità della vita all’interno della diaspora africana (“Black life”), con particolare attenzione al contesto di lingua tedesca. La pratica di Kazeem-Kamiński trascende i confini intrecciando vari spazi e temporalità, sfidando la dicotomia tra documentario e speculazione. Sternberg Press ha pubblicato la sua prima monografia, “H(a)untings / Heim-Suchungen” nel 2023. Le opere di Kazeem-Kamiński sono state esposte in numerose mostre internazionali, tra cui importanti sedi come Phileas – The Austrian Office for Contemporary Art nel 2024, Art X Lagos nel 2023, Liverpool Biennial nel 2023, Les Rencontres d’Arles nel 2022, Camera Austria Graz nel 2022 e Kunsthalle Wien nel 2021. I suoi film e video sono stati proiettati in festival come l’International Film Festival Rotterdam, Diagonale e il Vancouver International Film Festival.

Mackda Ghebremariam Tesfau’

Mackda Ghebremariam Tesfau’ è assegnista presso l’Università di Parma e docente a contratto presso Università di Padova, Iuav Venezia, Stanford Florence e NYU Florence. Nei suoi studi si occupa di razzializzazione e colonialità in ottica antirazzista. Ha co-tradotto “Memorie della Piantagione” di Grada Kilomba e “Undrowned” di Alexis Pauline Gumbs. Mackda Ghebremariam Tesfau’ è inoltre tra le ideatrici della borsa di residenza e ricerca artistica dedicata ad Agitu Ideo Gudeta e promossa da Centrale Fies, Razzismo Brutta Storia e Black History Month Florence.

Lawrence Abu Hamdan
Lawrence Abu Hamdan è un artista, investigatore sonoro e fondatore di Earshot, la prima organizzazione no-profit al mondo che produce indagini sonore per la difesa dei diritti umani e dell’ambiente. Il lavoro di Abu Hamdan è stato presentato sotto forma di rapporti forensi, conferenze e performance dal vivo, film, pubblicazioni e mostre in tutto il mondo. Ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2017 e ha ricoperto borse di studio e cattedre presso l’Università di Chicago, la New School di New York e, più recentemente, presso l’Università Johannes Gutenberg di Magonza, dove ha sviluppato la sua ricerca AirPressure.info. Le indagini audio di Abu Hamdan sono state utilizzate come prove presso il Tribunale per l’asilo e l’immigrazione del Regno Unito (UK...

Lawrence Abu Hamdan è un artista, investigatore sonoro e fondatore di Earshot, la prima organizzazione no-profit al mondo che produce indagini sonore per la difesa dei diritti umani e dell’ambiente. Il lavoro di Abu Hamdan è stato presentato sotto forma di rapporti forensi, conferenze e performance dal vivo, film, pubblicazioni e mostre in tutto il mondo. Ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2017 e ha ricoperto borse di studio e cattedre presso l’Università di Chicago, la New School di New York e, più recentemente, presso l’Università Johannes Gutenberg di Magonza, dove ha sviluppato la sua ricerca AirPressure.info. Le indagini audio di Abu Hamdan sono state utilizzate come prove presso il Tribunale per l’asilo e l’immigrazione del Regno Unito (UK Asylum and Immigration Tribunal) e sono state parte integrante di campagne di sensibilizzazione per organizzazioni come Amnesty International, Defence for Children International e Forensic Architecture. I suoi progetti che riflettono sul contesto politico e culturale del suono e dell’ascolto sono stati presentati presso 22a Biennale di Sydney, 58a Biennale di Venezia, 11a Biennale di Gwangju, 13a e 14a Biennale di Sharjah, Witte De With di Rotterdam, Tate Modern Tanks, Chisenhale Gallery, Hammer Museum di Los Angeles e Portikus di Francoforte.

Tommaso Bobbio
Tommaso Bobbio è Professore Associato di Storia dell’Asia meridionale e Heritage Studies presso l’Università di Torino. Dopo essersi laureato in Storia, ha conseguito il dottorato presso la Royal Holloway University of London, sotto la supervisione di Francis Robinson. Prendendo la storia di Ahmedabad nel XX secolo come caso studio, la sua ricerca ha indagato le relazioni e le divergenze tra le autorità urbane e i residenti di vari quartieri, esaminando istanze di antagonismo e negoziazione tra le comunità, le pratiche mutevoli di gestione e uso degli spazi residenziali e pubblici, al fine di esaminare il modo in cui le dinamiche di trasformazione urbana e le politiche di sviluppo si intrecciavano con l’emergere periodico di episodi di mobilitazione collettiva e violenza....

Tommaso Bobbio è Professore Associato di Storia dell’Asia meridionale e Heritage Studies presso l’Università di Torino. Dopo essersi laureato in Storia, ha conseguito il dottorato presso la Royal Holloway University of London, sotto la supervisione di Francis Robinson. Prendendo la storia di Ahmedabad nel XX secolo come caso studio, la sua ricerca ha indagato le relazioni e le divergenze tra le autorità urbane e i residenti di vari quartieri, esaminando istanze di antagonismo e negoziazione tra le comunità, le pratiche mutevoli di gestione e uso degli spazi residenziali e pubblici, al fine di esaminare il modo in cui le dinamiche di trasformazione urbana e le politiche di sviluppo si intrecciavano con l’emergere periodico di episodi di mobilitazione collettiva e violenza. Questo progetto ha costituito la base per la sua prima monografia, intitolata “Urbanisation, Citizenship and Conflict in India: Ahmedabad 1900-2000” (Routledge, 2015).

Eva Adduci
Alice Albanese Ginammi
Silvia Calderoni
Silvia Carletti
Matheew Carrillo Marentes
Esther Chionetti
Gaia Coals
Gaia De Megni
Martino De Vincenti
Edoardo Durante
Francesca Franzone
Oleksandra Horobets
Meriam Jarboua
Alessandra Leta
Gabriele Logiudice
David Melis
Silvia Muffolini
Annamaria Nicolussi Principe
Antonio Perticara
Mariam Camilla Rechchad
Noemi Restani
Caterina Venafro
Caterina Vetere Araya
Daniela Viesti
Giorgia Zaffanelli