Fictioning practices
Fictioning practices. Produzioni artistiche e strategie mimetiche per reimmaginare il reale è il secondo seminario intensivo e gratuito di Aperto, il programma di alta formazione promosso dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT. Il seminario è ideato e curato da Almanac, Cripta747 e Mucho Mas!, tre organizzazioni non profit di Torino che da anni collaborano sul progetto NewGen, un programma di formazione per artist emergenti.
Fictioning practices esplora l’utilizzo della pratica artistica come strategia di dis-identificazione e riaffermazione per problematizzare le strutture esistenti. Istituzioni immaginarie, identità fittizie e modelli speculativi diventano strumenti critici volti a sovvertire le narrazioni dominanti e a creare nuovi spazi e possibilità nell’immaginario collettivo.
Rivolto a artistə, curatorə e ricercatorə, il seminario adotta un formato ibrido che combina interventi teorici, case studies e pratiche laboratoriali.
Fictioning practices intende attivare uno spazio di ricerca condivisa in cui la finzione si configura come strumento epistemologico e politico, capace di interrogare criticamente il presente e di immaginare forme alternative di soggettivazione, autonarrazione e relazione.
Il seminario si svolgerà dal 16 al 18 ottobre a Torino e avrà sede negli spazi di Almanac, Cripta747 e Mucho Mas!.
Allison Grimaldi Donahue è poeta e artista. È autrice di Body to Mineral (Publication Studio Vancouver, 2016) e On Endings (Delere Press, 2019) e traduttrice di Blown Away di Vito M. Bonito (Fomite, 2021) e Self-portrait di Carla Lonzi (Divided, 2021). Recentemente ha presentato delle performance poetiche e installazioni presso Guggenheim Foundation Venice, Luci d’Artista Torino, Kunsthalle Bern, Cabaret Voltaire, Sonnenstube Lugano, Short Theatre, MACRO e MAMbo. È segnalata per il 64* Premio Termoli al Museo MACTE. Insegna scrittura creativa in numerose università americane. Vive a Bologna.
Simon Fujiwara è un artista che indaga i processi di costruzione dell’identità e l’“industria dell’individuo” nella società contemporanea. La sua pratica multidisciplinare combina strumenti provenienti dall’arte, dalla comunicazione, dalla museografia e dal design esperienziale, mettendo in discussione le dinamiche di autenticità, spettacolarizzazione e consumo culturale. Nei suoi lavori affronta tematiche complesse legate alla memoria, alla rappresentazione e alla performatività sociale attraverso approcci formali eterogenei e narrazioni non didascaliche. Ha ricevuto il Baloise Prize e il Frieze Cartier Award nel 2010 ed è stato finalista del Preis der Nationalgalerie nel 2019. Tra le mostre personali recenti: It’s a Small World, Museum of Contemporary Art Kiasma, Helsinki, Finlandia (2024); World of Who?, LagoAlgo, Città del Messico (2023–24); Whoseum of Who?, Gallery Hyundai, Seul, Corea del Sud (2023).
Simon O’Sullivan è professore di Teoria e Pratica dell’Arte presso il Goldsmiths College, University of London. Ha scritto numerosi libri e articoli, tra cui, più recentemente, From Magic and Myth-Work to Care and Repair (Goldsmiths Press, 2024); The Ancient Device (Triarchy Press, 2024); On Theory-Fiction and Other Genres (Palgrave, 2024); e, in collaborazione con David Burrows, Fictioning: The Myth-Functions of Contemporary Art and Philosophy (Edinburgh University Press, 2019). Fa inoltre parte del collettivo/collaborazione performativa Plastique Fantastique.
Alessandra Saviotti è una curatrice e ricercatrice che vive ad Amsterdam e Brisighella (RA). Ha conseguito un dottorato presso la Liverpool John Moores University (UK) ed è parte del consiglio direttivo di Art Workers Italia. Dal 2014 collabora con l’Asociación de Arte Útil fondata da Tania Bruguera. È stata borsista presso la Jan van Eyck Academie di Maastricht e visiting research fellow al Zuid Boijmans Van Beuiningen di Rotterdam. Ha curato programmi, tenuto conferenze e workshop tra cui: Harvard University; Sountern Centre for Digital Transformation, Napoli; documenta15 come parte dell’Instituto de Artivismo Hannah Arendt; Yerba Buena Center for the Arts, San Francisco; Van Abbemuseum, Eindhoven, tra gli altri. È stata assistente curatrice per Visible. Office and Project Space, Bruxelles; tutor per l’Accademia Unidee, per il Master Internazionale Artist Educator presso ArtEZ, Arnhem (NL) e presso DAS Theatre, Amsterdam (NL). È curatorial advisor per UNIDEE presso Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Biella (IT).
Kuba Szreder è ricercatore, curatore e docente all’Accademia di Belle Arti di Varsavia. Collabora con sindacati di artistə, collettivi, istituzioni e reti di ricerca in Polonia, nel Regno Unito e in altri paesi europei. È autore e curatore di numerosi cataloghi, libri, saggi e manifesti che analizzano gli aspetti sociali, economici e teorici dell’arte contemporanea. La sua ricerca si concentra sulle condizioni del lavoro e della ricerca artistica, sull’auto-organizzazione e sui modelli istituzionali e teorici delle pratiche post-artistiche. Nel 2021 ha pubblicato The ABC of the Projectariat: Living and Working in a Precarious Art World (Manchester University Press e The Whitworth). Nel 2025, insieme a Kacper Greń e all’Institute of Network Cultures di Amsterdam, ha realizzato il saggio visivo Duckrabbits Unveiled: A Sneak Peek at Postartistic Theory and Practice.