Arte in pratica: allestimento e produzione
La produzione e l’allestimento di una mostra o di una singola opera sono aspetti centrali nell’organizzazione e nel sistema dell’arte contemporanea e richiedono professionalità dotate di una pluralità di competenze sempre più specialistiche e aggiornate. Arte in pratica: allestimento e produzione è il terzo seminario del programma Aperto 2025, ed è pensato per fornire strumenti, tecniche, contenuti e spunti di confronto alle figure chiave dell’organizzazione di mostre e delle produzioni artistiche, come producer, project manager, coordinatorə di allestimenti ed exhibition designer, dando visibilità e attenzione ad abilità e funzioni spesso circoscritte al backstage dei progetti d’arte. Attraverso lezioni, workshop e momenti di discussione, il seminario ha due principali obiettivi. Il primo: affrontare e approfondire il ruolo di queste professionalità all’interno dei processi e delle fasi che preparano la presentazione pubblica di un’opera o di un’esposizione; il secondo: acquisire nuove conoscenze, facendo esperienza direttamente sul campo, nei luoghi in cui si produce arte e nelle mostre. Con una serie di casi studio, appresi direttamente dalla voce dellə espertə invitatə, affronteremo i temi dell’organizzazione, dell’allestimento e della produzione alla luce della relazione fondamentale con artistə, curatorə, architettə, conservatorə, restauratorə, con lo spazio espositivo, la committenza, le istituzioni. Entreremo direttamente in contatto con realtà e professionistə della produzione d’arte, esplorando tecniche e materiali di alto artigianato e strumentazioni tecnologiche avanzate nel settore della progettazione.
Il seminario, destinato a 20 partecipanti (dai 22 ai 40 anni), si rivolge a producer, project manager, exhibition designer, architettə e curatorə e richiede formazione o esperienze pregresse in questi ambiti. È pensato come occasione per apprendere e sperimentare e per ampliare la propria rete di contatti.
Arte in pratica: allestimento e produzione è un seminario curato da Giuseppe Tassone, responsabile del dipartimento tecnico della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, con cui collabora da vent’anni realizzando le mostre interne e in sedi esterne e seguendo le produzioni di esposizioni e opere, e da Leonardo Pietropaolo, assistente curatore della Fondazione dal 2025. Il programma è stato progettato in collaborazione con la faculty di Aperto.
Strutturato in lezioni e workshop, il seminario intensivo si svolgerà dal 10 al 12 dicembre 2025 presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la Fonderia Artistica De Carli e il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile.
Dopo la Laurea in Economia Aziendale e una specializzazione in un’interfacoltà tra arte e gestione dei beni culturali, ho iniziato il mio percorso nel mondo dell’arte nel 2014, lavorando per la galleria d’arte contemporanea olandese CINNNAMON. Ho poi proseguito la mia esperienza professionale a Roma, dove per quattro anni mi sono occupato di artisti storicizzati, e dove ho avuto modo di affrontare sia l’aspetto degli allestimenti, sia la gestione delle relazioni con gli archivi degli artisti. Dal 2018 sono entrato a far parte della Galleria Franco Noero, dove per più di cinque anni ho ricoperto il ruolo di Artist Liaison, e dove ora ricopro il ruolo di Direttore di galleria.
Artigiano, ho una laurea in scienze storiche. Ho dedicato la mia tesi alla vita di due borgate di montagna all’inizio del ‘900, studiate attraverso il confronto tra due censimenti che mi hanno permesso di indagare i flussi dell’emigrazione. La cifra tecnica che caratterizzava quella ricerca ha una sorta di ideale continuità nel mio approccio all’attività artigiana e alla sua stretta relazione con la produzione artistica. La vicinanza agli artisti, l’apertura, lo scambio continuo e la reciprocità sono gli elementi che caratterizzano il mio indirizzo di lavoro e quello dei miei soci della Fonderia Artistica De Carli.Degli studi mi è rimasta la passione per la lettura, il desiderio di narrativa, l’amore per la storia: nella mia vita, le vicende del passato si sono intrecciate ai racconti e agli aneddoti del mondo dell’arte, degli incontri tra la pratica artigianale e altri campi e discipline. Tra tutti, mi piace citare l’esperienza con il professor Ugo Pastorino, specializzato in chirurgia toracica all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Con lui, collezionista appassionato e curioso delle tecniche, abbiamo realizzato in fusione lo stampo in negativo di una cassa toracica con cui sono stati realizzati più di 60 interventi. Tutti riusciti. Da quel prototipo, attraverso la trasformazione di 3000 TAC in percorsi numerici, abbiamo prodotto un calco a iniezione. Il progetto, che avrebbe reso possibile ricavare da un manufatto artigianale uno stampo con standard di utilizzo internazionali, ha avuto successo ma la sua non-economicità ne ha impedito successivi sviluppi.
Laureato in Ingegneria Civile e Architettura, PhD in Architettura, è specializzato nella progettazione e ingegnerizzazione di strutture non convenzionali e involucri architettonici avanzati, con competenze specifiche dalla fattibilità tecnica alla progettazione esecutiva per la produzione, fino alla assistenza in sito per la posa in opera.
Svolge attività professionale dal 2002. Dal 2011 è ingegnere associato e direttore tecnico presso la Società di Ingegneria IngeMBP, che opera nel campo della progettazione strutturale e civile ed è specializzata nella progettazione integrata e multidisciplinare di strutture non convenzionali, involucri architettonici avanzati, strutture speciali e prefabbricazione a secco.
A caratterizzarne l’attività, al di là dei progetti di grande dimensione e scala internazionale, è la capacità di sviluppare progetti di piccola scala ma di grande complessità tecnica, come il Bivacco Pasqualetti in Val Pelline (AO), l’opera d’arte Untitled di Ariel Schlesinger per il Museo Ebraico di Francoforte o l’installazione The Circular Garden di CRA presso l’Orto Botanico di Brera, progetti realizzati attraverso una pratica di “ingegneria non convenzionale” aperta alla sperimentazione materiale e costruttiva. Ha svolto attività didattica di livello universitario come professore a contratto nell’ambito disciplinare della Tecnologia dell’Architettura presso il Politecnico di Torino e della Tecnologia dei Materiali presso le scuole IED e IAAD a Torino.
Bernardo Follini è un curatore d’arte contemporanea, vive e lavora a Torino. È senior curator della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e tutor di CAMPO – Corso di Studi e Pratiche Curatoriali. Tra i suoi progetti recenti ha curato negli spazi della Fondazione le mostre personali di Alessandra Ferrini (2025), Marwa Arsanios (2025), Mark Manders (2024-2025), Diana Anselmo (2024), Peng Zuqiang (2023), Jonas Staal e Daniela Ortiz (2022). Ha co-curato con Irene Calderoni il ciclo di mostre collettive di Verso (2021-22), progetto in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte dedicato alla partecipazione sociale e politica delle nuove generazioni. Nel contesto di Verso, è stato inoltre responsabile dei gruppi di ricerca. Nel corso degli anni si è occupato di una serie di mostre della Fondazione dedicate alla relazione tra il passato, il patrimonio e la cultura materiale e immateriale, quali “Anche le statue muoiono” (2018), “Everything Passes Except the Past” (2020), “Memory Matters” (2021). È tra lǝ fondatorǝ a Milano de Il Colorificio (2016-2022), spazio no-profit e collettivo curatoriale. È tra lǝ ideatorǝ di Aperto.
Stefano Galeotti vive e lavora a Milano. Negli ultimi sei anni ha collaborato strettamente con l’artista Paola Pivi, di cui è attualmente collaboratore principale, supportando nella realizzazione e nella produzione delle sue opere e delle sue mostre a livello internazionale. Inoltre, è Co-fondatore di MASSIMO, spazio indipendente a Milano dedicato alla promozione di artisti emergenti e alla sperimentazione di nuove pratiche espositive.
Cora Gianolla è una Live Art Producer ed è Fondatrice dell’Associazione per la conservazione delle opere di Tino Sehgal. Prima d’ora a Cora non era mai stato chiesto di scrivere una biografia, e la cosa non la disturbava affatto. Nata e cresciuta a Venezia, è giurista e psicologa di formazione, ed è riuscita quasi per caso a rendersi utile nell’ambito dell’arte vivente anche grazie alle sue esperienze nella produzione cinematografica e di eventi. Da oltre vent’anni si occupa della produzione delle opere di Tino Sehgal in tutto il mondo, accompagnando i musei nelle sfide organizzative, giuridiche, umane e creative che la realizzazione dei suoi lavori comporta. Nel 2019 promuove la creazione di un’associazione dedicata alla conservazione delle opere di Sehgal, fondata esclusivamente sulla trasmissione orale e sulla coltivazione di un network di persone che incorporano e tramandano il sapere delle opere dell’artista. Vive a Zurigo e adora il suo lavoro – quasi ogni giorno.
Marta Papini (Reggio Emilia, 1985) è una curatrice indipendente. È la curatrice di Radis, progetto quadriennale di arte pubblica promosso dalla Fondazione Arte CRT. È la curatrice della mostra Fata Morgana: memorie dall’invisibile con Massimiliano Gioni e Daniel Birnbaum, organizzata dalla Fondazione Nicola Trussardi a Palazzo Morando, Milano. È curatrice associata di Dimanche Sans Fin. Maurizio Cattelan & La Collection Du Centre Pompidou, presso il Centre Pompidou-Metz (2025). Nel 2024 è stata curatrice associata de Il parlamento delle marmotte, 9° edizione della Biennale Gherdëina (2024), e di Pensare come una montagna (2024-2026), con Lorenzo Giusti. Nel 2023 ha fatto parte del comitato selezionatore del Future Generation Art Prize. È stata l’organizzatrice artistica de Il latte dei sogni, 59esima edizione della Biennale di Venezia, a cura di Cecilia Alemani (2022). Ha curato e organizzato diverse mostre, tra cui Lonely Are All Bridges. Birgit Jürgenssen and Cinzia Ruggeri, Fondazione ICA, Milano (2025) and Galerie Hubert Winter, Vienna (2021); Il mondo magico, Padiglione Italia, 57esima della Biennale di Venezia (2017, curata da Cecilia Alemani); The Artist is Present, Yuz Museum, Shanghai (2018, con Maurizio Cattelan).
Leonardo Pietropaolo (L’Aquila, 1993) è un curatore che vive e lavora a Torino. È laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Torino, con specializzazione in estetica, e nell’estate del 2021 ha svolto un periodo di ricerca presso la Freie Universität di Berlino grazie a una borsa di studio della Fondazione Cecilia Gilardi, vinta nel 2020. Nel 2022 ha frequentato CAMPO, il Corso di studi e pratiche curatoriali promosso dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e nel 2023 ha lavorato nell’assistenza curatoriale presso OGR Torino, prima, e successivamente presso Artissima, dove si è occupato dei progetti speciali della fiera. Ha collaborato con la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT da gennaio 2024 a maggio 2025, in qualità di assistant curator per il progetto Radis e di project manager per il progetto di formazione Aperto. Attualmente è assistente curatore della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Dopo essersi trasferita a Bologna all’inizio del 2000, ha maturato le prime esperienze nella progettazione di mostre per diverse gallerie private e fiere d’arte in Italia e all’estero. Nel 2008 ha iniziato a lavorare per la Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, ampliando il suo campo di attività nell’organizzazione di mostre, nel coordinamento e nella logistica di progetti di arte contemporanea. Si considera un mediatore tra lo studio dell’artista e lo spazio espositivo. Per la realizzazione di progetti di arte contemporanea in edifici storici protetti come la Fondazione Palazzo Strozzi è necessario creare una rete stretta e stabile che coinvolga tutte le altre maestranze e che tenga conto delle peculiarità e delle problematiche dell’architettura espositiva specifica. Nel corso degli anni ha collaborato a numerosi progetti espositivi, tra cui Studio Olafur Eliasson, Carsten Höller, Anish Kapoor, Goshka Macuga, Bill Viola Studio, Ai Weiwei. Dal 2019 Rita Scrofani vive in Germania e continua il suo lavoro come coordinatrice di allestimenti freelance.
Giuseppe Tassone è il coordinatore tecnico della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, per la quale gestisce tutte le fasi di realizzazione di progetti espositivi e la produzione di opere ex novo in collaborazione con lə artistə. Oltre a ideare e costruire strutture architettoniche temporanee, sincronizzare proiezioni complesse e appendere quadri di 5 metri per oltre un quintale di peso, si dedica alla ricerca dei materiali più insoliti, ma essenziali per ogni progetto. Quando non è impegnato a concretizzare una mostra, gestisce il deposito e la movimentazione delle opere della Collezione Sandretto Re Rebaudengo sia a Torino sia nelle mostre in sedi internazionali. Tra le sue esperienze più significative, ha seguito i prestiti e l’allestimento di opere in occasione della personale di Maurizio Cattelan al Guggenheim di New York (2011) e alla Whitechapel Gallery di Londra (2012), le mostre della Collezione alla me Collectors Room di Berlino (2014), al Centro de Arte Contemporaneo di Quito in Ecuador (2015) e alla Biennale di Shanghai. In qualità di responsabile del dipartimento tecnico, ha avuto l’opportunità di lavorare fianco a fianco con professionistə quali Daniel Birnbaum, Francesco Bonami, Ilaria Bonacossa, Irene Calderoni, Gregor Muir, Hans Ulrich Obrist, Beatrix Ruf e con artistə di fama mondiale, fra cui Carol Rama, Maurizio Cattelan, Glenn Brown, Stefano Arienti, Ragnar Kjartansson, Gerhard Richter, Ian Cheng, Avery Singer, Magali Reus, Adrián Villar Rojas, Ed Atkins, e Josh Kline, per mostre personali e collettive, performance ed eventi. Al di fuori dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Giuseppe Tassone è co-fondatore e direttore artistico di Exhibitioff, un collettivo che unisce professionisti attivi nel campo dell’arte pubblica e si dedica alla realizzazione di quelle che possono essere definite Unconventional Experiences.